Nel 1985, con
Camera con vista, James Ivory ne offrì un ritratto gentile e nostalgico. Le riprese tra piazza della Signoria, via dei Bardi e il Lungarno restituivano una Firenze da cartolina, sospesa tra poesia e turbamento. Un sogno romantico racchiuso in un pomeriggio assolato.
Qualche decennio dopo, Inferno (2016) di Ron Howard trasformava quella stessa Firenze in un labirinto fitto di simboli e misteri. Tom Hanks, nei panni del professor Langdon, si muoveva tra la Sala dei Cinquecento, il Corridoio Vasariano e i giardini di Boboli, guidato dalla Divina Commedia e braccato da un enigma mortale. La città, di notte, sembrava trattenere il fiato.
Diversa ancora l’atmosfera scelta da Ridley Scott per Hannibal (2001). Qui Firenze si fa ombrosa, aristocratica e segreta, con le sue biblioteche, le chiese di Santo Spirito e i vicoli in ombra di via de’ Neri. Un’eleganza pericolosa, perfetta per ospitare le derive di un personaggio come Hannibal Lecter.